Roberto Cacciapaglia


Quando Padre Eraldo e Padre Fausto mi hanno proposto di presentare il mio lavoro e la mia musica durante il Corso Zipoli, ho accettato con gioia ed entusiasmo soprattutto perché conoscevo la fama, la storia e l’importante lavoro che svolgono i Padri Gesuiti. La spiritualità nella mia musica è sempre stata al centro, e forse per quello mi hanno invitato a Zipoli. Non sono mai stato interessato all’arte per l’arte, ma ho sempre visto la Musica come mezzo, strumento di evoluzione e non fine a sé stessa.

A Zipoli, durante il corso nel magnifico Palazzo Branciforte, ho incontrato tante persone speciali, ragazzi attenti, aperti con la mente e col cuore a esplorare, capire, sentire e a stare insieme, a crescere attraverso quest’arte suprema, a sconfinare nello spazio e nel tempo senza pregiudizi e senza limiti. Quello che ho provato e che ho trovato è stato di gran lunga superiore alle mie aspettative. Mentre i discorsi e le conversazioni si intrecciavano, mi pareva ci si conoscesse da sempre e quello che veniva fuori dalle loro domande e risposte, era un fluire di pensieri, riflessioni, sentimenti sulla musica e su quello che significa nella nostra epoca e nel nostro mondo, e come può essere messa in relazione alla bellezza e alla spiritualità. Durante la serata, abbiamo parlato con Padre Eraldo, Padre Fausto e tutti i ragazzi come si fa con vecchi amici che si ritrovano, ed è stata un’esperienza straordinaria, dove sono emerse tante cose profonde e sincere, sia da un punto di vista culturale che umano. Per questo sono grato ai due Padri di avermi invitato e offerto quest’occasione di partecipare a un momento magico, con tante persone speciali che spero di rivedere e di rincontrare, non so come, non so quando, ma certamente su una strada che porta allo stesso indirizzo.