Rita Bonotto

Sono arrivata con un po’ di apprensioni: non conoscendo nessuno, pochissimo la città di Milano, per niente l’esperienza che sarei venuta a fare; non suono strumenti e non canto in cori. Mi sono documentata superficialmente nel sito della fondazione “Associazione Cecilia” e, secondo la mia abitudine, ho aderito; e ho pensato: “Poi mi organizzo”… Ho spesso occasioni di formazione, e non mi sono preoccupata di altro. È stato un interessante e approfondito sguardo sulla cultura, sugli usi e costumi del Brasile e della Jamaica. Avevo lasciato musica e danza in un angolino del cuore, perché spesso la vita “graffia”: lasciando cicatrici che – spesso curate troppo velocemente – non permettono di scomparire. Questi giorni sono stati un “tempo di cura”, un tempo del cuore che si allarga per ricevere e lasciare andare. È stato un tempo prezioso per mettere alla prova le mie resistenze. Ho lasciato andare, e vi ringrazio. “lo sono perché ci sono gli altri”: può riassumere il frutto di questa bella esperienza.
[V edizione]