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Massimo Spinosa

Per me è stata una esperienza bellissima, essere a contatto con ragazzi che condividono con me la passione per la musica mi ha dato tantissimo, e sono ancora sotto l’effetto dell’ energia che ho ricevuto da loro.

Spero di essere riuscito a trasmettere qualcosa della mia esperienza, ad incuriosirli e a stimolarli, e mi sarebbe davvero piaciuto avere piu’ tempo da passare con loro.

Mi è piaciuta molto l’ idea di dare a ciascuno dei ragazzi la possibilità di chiedere chiarimenti, ed e’ stato molto bello pranzare con loro:  mi ha permesso di parlare ancora con alcuni, in modo informale e sicuramente stimolante.

Credo sinceramente che questa iniziativa sia preziosissima per l’altissimo livello di informazione a 360 gradi che fornisce, ho infatti avuto la fortuna di fare il viaggio di ritorno con il professor Quirino Principe, che è probabilmente la persona più’ interessante e con la cultura più articolata che ho mai incontato.

Posso quindi immaginare a quanti altri interventi preziosi abbiano potuto assistere i ragazzi, e quanto questa esperienza possa averli arricchiti.

Vorrei quindi ringraziare te e Padre Fausto per la vostra cortesia e competenza, sperando di potere ripetere questa illuminante esperienza, invitando chi vuole approfondire la sua conoscenza musicale a parteciparvi: si tratta sicuramente di una esperienza unica per completezza e qualità.

Grazie di cuore 

Mohammed Kenawi

Cari padri Eraldo e Fausto,

con piacere ho colto il vostro invito, segno di apertura e confronto tra realtà, storie e culture, apparentemente ed erroneamente considerate lontane e avverse.

E’ con questo spirito di (incontro) che ho realizzato il mio documentario che ho piacevolmente con voi.

Durante il corso da voi organizzato ho avuto modo di cogliere importanti spunti di riflessione e approfondire delle conoscenze che mi hanno arricchito molto.

La presenza dei relatori e dei giovani partecipanti mi ha suscitato emozioni positive: alla luce dei fenomeni di ignoranza e intolleranza che quotidianamente vediamo , ho percepito un sentimento profondo di una vera conoscenza e rispetto, segnali importanti che illuminano gli scenari spesso buoi che questo paese si trova ad affrontare.

Invio un saluto ai ragazzi: auguro loro di aprire le menti ed i cuori alla luce della conoscenza per non sentirsi schiavi e guidati dai giudizi altrui.

Vi ringrazio e vi stimo per il vostro impegno

Cordiali Saluti

Lorenzo Frizzera

Zipoli è in primo luogo una comunità di persone che vivono la musica come mezzo di elevazione spirituale. Gli ospiti sono invitati a raccontare come la musica abbia tracciato il loro percorso di vita ed il dialogo che ne scaturisce con i partecipanti è estremamente ricco di contenuti che superano l’approfondimento tecnico-stilistico tipico di ogni altro workshop musicale.

Il mio incontro di quest’anno, incentrato sulla descrizione dell’esperienza denominata ‘Kapuziner Strasse’, una tecnica di produzione di musica collaborativa, mi ha confermato quanto la musica sia più interessante come mezzo che come fine, quanto essa possa diventare mezzo di superamento dei propri limiti attraverso la comunione dei talenti, quanto la sensibilità e la ricchezza umana ed estetica di ogni individuo possa innalzare lo spirito, innalzando nel medesimo tempo la musica stessa.

Ciò che auspico è che questa comunità, intesa come ogni insieme di persone in cui vi sia una sensibilità diffusa a vivere la musica come via di crescita umana, si espanda e che dia frutti stabili e duraturi sia in campo artistico che spirituale e sono certo negli anni a venire Zipoli ne sarà un esempio fulgido.

Juri Camisasca

Esistono dei luoghi capaci immediatamente di ricondurti ad una dimensione altra, verticale, dell’esistenza. La Cappella Palatina di Palermo è uno di questi. Lo splendore dell’arte si unisce alla potenza del silenzio che questo luogo induce. 

Potere presentare la mia musica in questa opera d’arte è stata la prima scintilla che mi ha condotto ad accettare senza riserve l’invito degli organizzatori. Ma come spesso accade, motivazioni profonde emergono nel momento in cui determinati eventi vengono vissuti. 

L’incontro con i ragazzi che partecipavano al corso di spiritualità nella musica è stato per me molto interessante. Un pubblico ristretto e motivato che ha seguito i percorsi sonori ed interiori che ho proposto con i miei collaboratori, Erika Lo GIudioce e Peppe Di Mauro. Abbiamo avuto modo di relazionarci con giovani competenti e curiosi che hanno posto domande spesso profonde, sempre sincere ed appassionate.  

Non amo pensare di avere insegnato alcunché, spero di avere trasmesso una testimonianza sincera di ciò che vivo e sperimento attraverso la mia esistenza. 

Quel che vorrei che i ragazzi avessero colto è questo: l’importanza essenziale di cercare dentro se stessi il proprio suono, la propria risonanza interiore e da essa attingere per una maggiore e sincera creatività, per una migliore e degna vita.

Alessandro Zignani

Il Corso “Zipoli” è molto più che un corso: è un’esperienza spirituale capace di cambiare la propria visione della musica. L’empatia con i partecipanti, sia maestri che allievi, viene stimolata da uno scambio di idee e da un flusso di concentrata creatività lungo la quale la personalità di ognuno viene, al contempo, preservata nella sua originalità ed esaltata dal continuo feed-back emozionale. La scelta di privilegiare il “vissuto” di ognuno ha reso ogni incontro un’autobiografia intellettuale, piuttosto che una lezione. Per quanto mi riguarda, ben di rado mi sono sentito accolto e sostenuto da un’attenzione, una disponibilità e una motivazione così intense e partecipi. Il Corso “Zipoli” rimarrà nella mia memoria come un momento di crescita, un qualcosa capace di dare un senso allo sviluppo futuro delle mie attività creative. Si lavora sempre per qualcuno, ma non spesso capita di poter sentire la natura e la forza delle energie che si mettono in gioco: a Palermo, questo è successo; e di questo sono grato.

Franco Mussida

Le riflessioni fatte per prepararmi a questo appuntamento. Il luogo benedetto dalle intenzioni più alte e ispirate, in mezzo a una Palermo sacra che resiste all’assedio della fredda modernità, preservando la bellezza senza tempo della “Cappella delle Dame”.

La meraviglia di essermi reso conto che la laica Vie Du Coeur di cui parla Pascal, è quella misterico religiosa indicata da Ignazio di Loyola, incarnata da due inaspettati amici come padre Fausto e Padre Eraldo. L’atmosfera, il silenzio ricettivo e solare di ragazzi e ragazze del seminario, in attesa di incontrarmi senza aspettative, rimarranno in me come un dono prezioso tra i più inaspettati.

Per tutti quanti è lunga la strada che dalla foresta dell’incoscienza interiore, porta a sviluppare la coscienza del cuore, l senso della vita vibrante.

E’ stato toccante condividere un pezzetto di quella strada. Spostarsi nel tempo in un viaggio antico e contemporaneo con le Parole del Vangelo di Giovanni riattualizzate, dove alla parola “Verbo” si è sostituita quella di “ Verità del cuore vibrante”.  La sorpresa è che tutto ciò che temevo potesse essere complesso, è suonato invece naturale, logico, assimilato senza forzature. Cosi la Musica, per tutti quelli che erano in quella sala, ha potuto riprendere il suo posto naturale di codice universale per la trasmissione degli affetti. Un codice che ci unisce al riparo da tutte le sue diverse forme e generi che invece ci dividono.

Ho avvertito e condiviso lo stupore dei ragazzi invitati ad accostare l’osservazione del territorio emotivo interiore, all’azione della Musica. L‘invito a percorrere una strada di lettura etica e di bonifica del proprio sé, proprio attraverso la Musica. Ma ho anche gioito nel aver percepito che sono principi che “Sentono”. Nel mio prossimo libro sull’esperienza affettiva della Musica un capitolo è dedicato alla “Ecologia dei Sentimenti”, un termine che ho coniato solo per bisogno.

Ecco credo che insieme, per una intera mattina, noi la si abbia esercitata insieme questa speciale ecologia. Il nostro singolo Pianeta affettivo ha bisogno di essere intuito, visto, nominato, costantemente riempito di immagini, di poesia, di una corrente di energia emotiva che risponde al nome di “amorevolezza”.

Portare luce permanente nel mondo affettivo non è come accendere una lampadina a comando. Serve dedizione giornaliera, silenzio, filtrare bellezza anche la dove pare non essercene; filtrare emozioni dalle piante, percepire la Musica la dove non si manifesta col suono.

In fondo abbiamo parlato, dialogato molto proprio di questo con i ragazzi.

Mentre discorrevo percepivo l’attenzione e un comune stato d’animo che si tagliava col coltello.

La percezione di stare tutti all’interno di una corrente che andava aldilà di ogni confessione e cultura, una corrente in cui tutti eravamo inseriti, oratori e ascoltatori. Non mi viene un altro termine per definire quel forte senso di appartenenza che avvertivo presente nel gruppo, se non: sentirsi nascostamente, ma unitamente uniti ad una discendenza: a quella dalla stirpe di Abele.

Sarà un’esperienza che mi porterò nel cuore, di cui ringrazio con calore i ragazzi, Padre Fausto, Padre Eraldo e l’ordine Gesuita.

Francesco Cafiso

È stato un piacere partecipare!

È sempre stimolante per me poter condividere con i giovani la mia musica, la mia passione e un po’ di storia del jazz, così poco conosciuta specie dai giovani. Quella del Corso Zipoli penso sia una grande occasione di crescita personale e musicale che bisogna sostenere e divulgare.

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